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Il polo tecnologico di Bordano

Sul quotidiano locale, l'ideatore del "parco tecnologico", ex sindaco di Bordano attualmente assessore provinciale Enore Picco spiega quali sono state le carte vincenti per la sopravvivenza di Bordano. "All'incirca 15 anni fa 136 famiglie lasciarono i propri terreni per la realizzazione di questa zona. Fecero un grande sacrificio per la costruzione dell'area Pip aderendo di fatto alla nostra iniziativa comunale, si opposero davvero in pochi" dichiara Picco. "Il piano industriale produttivo - continua Enore Picco - fu contrastato fortemente a livello politico locale, ciò nonostante siamo riusciti a realizzarlo. Abbiamo così creato posti di lavoro utili a scongiurare la fuga dal paese delle farfalle. Tutto questo poi col tempo c'è stato riconosciuto. Il piano industriale produttivo è divenuto un vero e proprio polo elettronico. La nostra idea è stata in seguito scopiazzata da un pò tutti". Il comune ha edificato direttamente gli stabili e li ha affittati ad aziende selezionate dalla stessa amministrazione. Oggi nel Pip vi lavorano più di 200 persone, soprattutto donne del paese.
"Tra le aziende che trovano spazio all'interno del "parco tecnologico" - spiega Enore Picco ci sono anche: l'Ektron Group (gruppo originario che ha acquisito Microled, e CSM di Treviso), Ferrari e Sata Energy. Come detto tutti i capannoni della zona che rientra nel Piano Industriale Produttivo sono di proprietà comunale." Sulla stessa lunghezza d'onda il neo eletto sindaco di Bordano Gianluigi Colomba: "questa zona è impostantissima per Bordano, il nostro obiettivo sarà quello di allinearci con quanto fatto dalle precedenti amministrazioni, in segno di continuità. E' previsto un prolungamento di un capannone in cui si inserirà l'Ipem fabbricati di Magnano".

Dario Venturini - il Messaggero del 27 Luglio 07