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anni 70/80 - si pensava all'Autodromo del Friuli

Forse i giovanissimi non se lo ricordano ma Bordano poteva vantare di una pista di autocross e motocross. Questo negli anni '70. Verso il 1979 ci fu un progetto (discusso alla camera dei deputati, leggi sotto) di costruire un autodromo permanente accanto ad una pista di autocross già esistente. Inizialmente si sperava di inaugurare la pista entro il 1981 e di poter ospitare tutte le categorie fino alle Formula 2. Dopo lunghi anni e varie discussioni è stato definitivamente abbandonato. L'idea di costruire l'«Autodromo del Friuli» è comunque stata portata avanti in altre località. In un articolo pubblicato il 6 novembre Autosprint riporta una lunghezza di circa 2500 m. Nel secondo articolo, pubblicato circa un mese dopo, la lunghezza è scesa a 2200 m. Il percorso primitivo era il seguente:


prima idea di autodromo - anni 1979

anni 1980/81: Configurazione leggermente cambiata. La popolazione locale si oppone al circuito, ma sembra che venga presto costruito e che sarà usato non solo per gare fino alla Formula 3, ma anche dalle moto, Polizia, Esercito, Carabinieri e Guardia di Finanza per i corsi di guida veloce. Le Formula 3 potrebbero raggiungere i 240 km/h, 80 km/h sul tornante e 150 km/h sul curvone veloce. La lunghezza totale scende a 2800 m. Il rettilineo più lungo misura 591 m. La fisionomia della pista cambia ulteriormente diventando come sotto indicato.


autodromo concepito per l'anno 1980-1981

Continua la ricerca dei fondi per la costruzione del circuito, nel frattempo (siamo a fine 1982) il disegno della pista è completamente cambiato, di seguito l'ultima idea di autodromo per Bordano.


Autodromo del Friuli 1982


l'album fotografico


Di seguito delibera della camera dei deputati del giorno Mercoledì 12 Novembre 1980, Presidenza del Vicepresidente Maria Eletta Martini. Svolgimento di interrogazione:

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca:
Interrogazioni. La prima è quella degli onorevoli Milani, Catalano e Crucianelli, al Presidente del Consiglio dei ministri e ai ministri dell'interno e dei lavori pubblici, « per sapere - premesso:


che nell'epicentro dell'area terremotata del Friuli, e precisamente in territorio dei comuni disastrati di Bordano e Trasaghis, è di prossima realizzazione un autodromo da parte dell 'ANFRI, società a responsablità limitata per l'autodromo del Friuli; che tale iniziativa è stata portata avanti in segreto senza coinvolgere la popolazione interessata e tenendo del tutto all'oscuro il consorzio per lo sviluppo turistico della Valle del Lago, istituzionalmente competente, provocandone la crisi; che 1'ANFRI, società a responsabilità limitata, ha chiesto per l 'autodromo del Friuli il contributo finanziario della regione Friuli-Venezia Giulia - se i ministri non ritengano quanto meno inopportuno che si proceda alla costruzione di tale autodromo proprio nel cuore dell 'area terremotata e inoltre con una celerità che contrasta con la lentezza della ricostruzione di case e servizi d i primaria necessità, mentre tuttora 40 mila terremotati vivono nelle baracche. Per conoscere inoltre:

1) le ragioni sociali che giustificano la costruzione dell'ANFRI società a responsabilità limitata per costruire l'autodromo del Friuli;
2) quali siano le caratteristiche di tale autodromo, e se l'insediamento di tale struttura sia compatibile con la vigente strumentazione urbanistica;
3) se e come si siano espressi gli enti locali interessati e a chi farà capo la gestione di tale struttura;
4) se i ministri ritengano ammissibile che fondi destinati dalla legge n .546 dell'8 agosto 1977 alla ricostruzione e sviluppo del Friuli terremotato ovvero mezzi finanziari regionali altrettanto preziosi per la stessa ricostruzione, vengano utilizzati per il citato autodromo, e se ritengano conciliabile tutto ciò con l'esigenza della tutela ambientale e del risparmio energetico;
5) quali iniziative il Governo intenda prendere al riguardo » (3-00863).


PRESIDENTE. L'onorevole Sottosegretario di Stato per i lavori pubblici ha facoltà di rispondere.

SANTUZ, Sottosegretario di Stato per i lavori pubblici. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in riferimento alla interrogazione in oggetto sono in grado di affermare che la società a responsabilità limitata ANFRI (autodromo del Friuli) con sede in Udine, ha per finalità, oltre alla realizzazione e gestione di impianti sportivi permanenti per l 'esercizio di sport motociclistici nella regione Friuli-Venezia Giulia, anche quella relativa alla organizzazione ed esercizio di scuole di pilotaggio, di prova e collaudi ed alla formazione di manifestazioni sportivo-motoristiche e di ogni altra attività analoga e connessa. La suddetta società ha sottoposto ai comuni di Bordano e Trasaghis un progetto per la realizzazione di un autodromo da realizzarsi nei territori dei citati comuni, con un preventivo di spesa aggirantesi sui 500 milioni circa. L'onere finanziario dovrebbe essere assunto dalla comunità montana del Gemonese, con i fondi destinati, dalla legge n.546 dell'8 agosto 1977, alla ricostruzione del Friuli terremotato. L'opera dovrebbe essere inserita nel piano di sviluppo socio-economico e nel piano comprensoriale di ricostruzione. I comuni interessati (facenti parte unitamente al comune di Cavazzo Carnico al consorzio per lo sviluppo turistico della Val - le del Lago), hanno espresso autonomamente parere favorevole al proseguimento degli studi per la progettazione della costruendo pista di collaudo con le seguenti delibere: n.2937 del comune di Bordano, in data 26 maggio 1979; n.140 del comune di Trasaghis, in data 29 giugno 1979. Tali delibere dovrebbero - qualora si intenda dar corso alla proposta – modificare gli attuali elementi urbanistici cosa che non risulta sia a tutt'oggi in itinere. Non consta che la società ANFRI abbia avuto, per l'autodromo del Friuli, il contributo della regione Friuli-Venezia Giulia la quale, con nota del 14 dicembre 1979 indirizzata alla comunità montana del Gemonese, ha fatto presente che non intende, allo stato attuale, destinare fondi per una simile iniziativa. La polazione della zona, del resto, ha manifestato dei punti di vista di disaccordo sulla ventilata costruzione del predetto autodromo, in quanto considera, ovviamente, di primaria importanza la costruzione delle case di abitazione, delle infrastrutture e di altre opere di primari a necessità, anche se, si riconosce, che l'autodromo potrebbe determinare un incremento turistico nella zona con notevole beneficio per i residenti avvicinando, tra l'atro, il Friuli-Venezia Giulia alle vicine Slovenia e Carinzia.


PRESIDENTE. L'onorevole Crucianelli , cofirmatario dell'interrogazione Milani numero 3-00863, ha facoltà di dichiarare se sia soddisfatto.

CRUCIANELLI. Sono parzialmente soddisfatto della risposta fornitaci dal sottosegretario.
Ci troviamo infatti di fronte ad un paradosso tipico, considerando che siamo in un momento in cui vi è una polemica feroce sulla spesa pubblica, al centro della quale vi è la mancata costruzione delle varie zone terremotate d'Italia. Ora, che si scelga una di queste zone per costruire un autodromo è senz'altro un paradosso di cui l'Italia purtroppo è piena. Sono, ripeto, parzialmente soddisfatto della risposta, in quanto mi sembra che non vi siano le condizioni per realizzare questa iniziativa. Avrei, però, gradito una precisa presa di posizione da parte del governo e non le varie delibere assunte dalla regione o dai comuni; l'organo centrale, infatti, di fronte ad un fatto di questo genere, non poteva e non può dire che siamo di fronte ad un paradosso inaccettabile. Quindi, sono soddisfatto perché, di fatto, ci troviamo a fronte di un'opera che - stando a quanto lei ha detto - non si farà; ma avrei gradito una maggiore determinazoine da parte del Governo.