Powered by EDR
THE WEB SITE...
two thousand Five Version
 
 

Crisi della zona industriale - il declino dell'indotto

Riportiamo di seguito l'articolo apparso mercoledì 14 maggio relativo alla crisi di alcune realtà produttive site nel capoluogo. L'articolo di cui sotto è a firma di P.C.

Diminuisce la zona produttiva, le aziende se ne vanno, e con loro decine di operai. Col risultato che, per chi resta, rimane spesso il dubbio se ne vale ancora la pena continuare ad offrire servizi in un piccolo paese con poco meno di mille anime. La prossima dipartita delle aziende Ektro, Microled e CSM dalla zona produttiva di Bordano, oltre che creare scontro tra la vecchia amministrazione Picco, che quell'insediamento lo aveva creato negli ultimi vent'anni e l'attuale guidata da Colomba, intenta a riscuotere gli affitti non pagati dall'azienda, ha aperto la discussione anche in paese.A cominciare dai pochi bar e ristoranti presenti nel piccolo centro, che da quei circa 70 operai traevano un discreto guadagno. L'esempio più lampante di tutto questo è "Alle Sorgenti", ristorante di lunga tradizione e che ogni giorno ospitava circa una dozzina degli operai che ora se ne vanno: per i gestori, che non hanno voluto giudicare le scelte fatte dalle amministrazioni, è comunque una perdita anche se il locale può contare su clienti che vengono dalla vicina Trasaghis. Un ragionamento analogo lo fanno anche gli altri esercenti, che a Bordano si contano sulle dita di una mano: due bar, "El Ombù" e "Fabbro", un panificio, e un alimentare.«È chiaro - spiega Mariapaola Cozzarini, gestrice dell'Ombù - l'affitto è giusto pagarlo, ma perdere un'azienda in un paese così piccolo è sempre un colpo duro: di certo, qualcosa ci perderemo tutti quanti. Presso il mio bar venivano qui circa cinque o sei persone a bersi il caffè o a mangiare un panino: non erano grandi numeri ma rappresentavano comunque un giro di persone, che in un paese così piccolo non sono certo da sottovalutare».Fino a qualche tempo fa, operava "Al Cacciatore", accanto al municipio ma da qualche anno ha chiuso anche quello così come ha fatto un tabacchino situato accanto al bar Fabbro in via Roma. Resta una farmacia, il dentista, un negozio di alimentari e un panificio: «Non ci permettiamo - dicono i gestori - di giudicare le scelte dell'amministrazione ma di certo, perdere una o più aziende dalla zona industriale è un peccato per il paese, è come perdere qualcosa, come una scuola. Se almeno la perdita fosse stata graduale».

il gazzettino, 14.05.08