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Breve considerazione: le valutazioni ambientali vengono fatte su base annua in Europa (negli Stati Uniti si impiegano due anni, forse per ottimizare al meglio le risorse! ma questo è un altro discorso) questo vuol dire monitorare la velocità e la direzione del vento un funzione delle 8700 ore annuali. In paesi dove "soffia" il vento atlantico questi impianti funzionano per 6000 ore/anno circa (Germania, Olanda) mentre in Spagna il ciclo di funzionamento si riduce a 4500 ore/anno. In Italia (nelle coste meridionali, puglia e calabria) un impianto eolico funziona 2000-2500 ore/anno, tradotto significa che un generatore in una giornata lavora 6 ore al giorno su 24. Questo in condizioni nazionali ottimali ovviamente. In termini di produzione di energia la Germania con i suoi impianti genera 15 000 Mw, la Spagna 7 000 Mw e l'Italia solo 900 Mw, fonti autorevoli hanno previsto che il nostro paese potrà produrre al massimo 3-4 mila Mw. |
Il protocollo di Kyoto (ovvero la convenzione sui cambiamenti climatici) parla chiaro! Questo documento stabilisce i limiti di emissioni di biossido di carbonio entro un certo periodo per evitare interferenze antropiche (attribuibili ad attività umane). Chi ha avuto modo di leggere questo protocollo sà benissimo che lo stesso non solo pone i limiti delle emissioni di gas nocivi in atomosfera ma sensibilizza all'imboscamento dei terreni e degli spazi verdi.Sotto quest'ottica un paradosso è installare dispositivi eolici o fotovoltaici e disboscare o elimiare le aree verdi. Ci vuole un'azione congiunta!
Kyoto a parte uno studio EWEA (European Wind Energy Association) traccia le linee guida per lo sviluppo dell'energia eolica (consulta il sito www.eolica.net). In virtù di questo studio si apprende che, per un ottimale funzionamento del generatore la velocità del vento dovrà essere il più costante possibile e con una minima intensità pari a 6 m/s (circa 21km/h). E' chiaro che più il generatore gira e più potenza trasmette (potenza = n.giri x coppia) la coppia è costante mentre i numeri di giri sono variabili in funzione dell'intensità del vento. Altro aspetto considerevole è l'unidirezionalità del vento ovvero un impianto soggetto a continue regolazioni per il posizionamento corretto nei confronti del vento avrà un rendimento minore rispetto ad un generatore che riceve il flusso sempre nella stessa direzione. trovi maggiori informazioni su questi link: www.enea.it; www.energia-eolica.it; www.eolica.net
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