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Estati sul lago- raccontate le estati della vostra giovinezza

Dopo il 1945, chiusa la dolorosa esperienza della la guerra, schiere di turisti avevano ripreso a frequentare il maggior lago della regione, quello di Cavazzo (la denominazione "Lago dei Tre Comuni" sarebbe arrivata solo di lì a poco). Anche un critico d’arte come Arturo Manzano, nell’aprile del ‘48, si lasciò andare a entusiastiche descrizioni del nuovo clima che si stava vivendo sul lago: “non son folla, ma sono moltissimi quelli del Friuli, di Trieste e di Gorizia che sentono le bellezze di questo posto qasi vergine e vi accorrono la domenica in bicicletta, in autocorriere, in camion attrezzato o in automobile e così, durante la buona stagione, una volta per settimana, la solitudine è rotta dalle folte e rumorose comitive di gitanti che si spargono sui prati in declivio, che si inoltrano nei boschi, che entrano nell’acqua e che merendano nelle osteriole”.
Questo è il clima, l'atmosfera, con cui tanti friulani, tanti triestini, tanti giuliani ricordano le estati sul Lago. E in questa calda estate, accanto alle molteplici iniziative dell'"Estate sul Lago" promossa dal Comune di Trasaghis, è anche partita una singolare iniziativa, la raccolta delle testimonianze di quanti, poco tempo fa oppure nei decenni passati, hanno frequentato con affetto il Lago. Sul blog del Centro di Documentazione di Alesso viene descritta la proposta: "Proviamo a ricostruire quel clima, il calore di quelle giornate, l'allegria di quelle estati. E' un invito che viene rivolto a tutti: raccontate la vostra testimonianza, diteci come vi siete trovati sul Lago, narrateci dell'emozione di quei giri in barca, tirate fuori dal cassetto dei ricordi il rossore di quando vi siete innamorati tra barche e cespugli…".
Le testimonianze (come commenti al blog http://blog.libero.it/centrodocalesso/, oppure con una mail inviata all'indirizzo centro_doc_alesso@libero.it, magari anche allegando delle foto) forniranno non solo materiali per un nostalgico "come eravamo" ma potranno essere utili per ribadire il legame con il più vasto lago della regione o offrire magari lo spunto per una riflessione sul modo di leggere il rapporto che oggi abbiamo col territorio.