tradizioni - fontane di Bordano
Continuiamo con la parentesi "storia e tradizioni del nostro paese" parlando dell'approvvigionamento idrico nel periodo antecedente alla realizzazione dell'acquedotto comunale di Bordano. Abbiamo ricevuto questa documentazione da Anselmo Picco (che la volta scorsa ci ha parlato del "Pulpit").
Nella zona denominata "Puint di fier" c'erano due vasche di cemento: la prima raccoglieva l'acqua da una sorgente che si trovava in quel punto e la seconda vasca veniva riempita con l'apporto idrico fornito dal tubo del "troppo pieno" della prima vasca.
Dalla prima vasca partivano dei tubi in cemento che andavano a rifornire le seguenti fontane:
- una piccola fontanella che si trovava in cima al paese sulla sinistra scendendo da Interneppo dove attualmente inizia il cortile della casa di Giancarlo Colomba;
- il laip di Bran di Sorie che si trovava all'inizio della strada che saliva, e sale tuttora, in Sella Grande;
- il laip di Place che era situato ai piedi del campanile sotto il monumento ai caduti.
E' da dire che nei tubi di cemento, dei quali la condotta era formata, di tanto in tanto si infilavano alcune radici di alberi che li otturavano. Il Comune allora incaricava due persone del paese per liberare questa conduttura. Un anno questo lavoro l'ha svolto anche mio zio Adelchi insieme a Giuseppe Paç. Dopo aver estratto la radice dal tubo, l'hanno stesa e misurava la bellezza di 12 metri terminando a "coda di cavallo".
Dalla seconda vasca invece partiva un tubo in ferro che andava ad alimentare:
- Il laip di Palar che era situato ai piedi del municipio, attualmente di fronte alla casa di Giancarlo Colomba;
- il laip di Prussie che si trovava sulla sinistra del torrente che scorre lì vicino (pare che prima di questo laip ci fosse un pozzo dal quale le famiglie della borgata attingevano l'acqua).
In Sella Grande vi era un altro laip, era situato in cima alla "pedrade" e l'acqua veniva captata da una sorgente che si trovava nei Plais
Queste erano le fontane che portavano una grande quantità di acqua per il fabbisogno delle famiglie e soprattutto per gli animali che venivano allevati.
Altri importanti fonti di approvvigionamento idrico erano i pozzi che si trovavano dislocati in tutto il paese.
Uno si trovava nella casa di mia nonna Lea, in Via Chiesa poco prima della stradina che portava in Sella Piccola, circa dove attualmente si trova la casa di Antonella e riforniva tutta la zona di Sie e dintorni della chiesa. Era coperto da una volta e l'acqua veniva estratta per mezzo di una carrucola (conservata ancora gelosamente da mio zio) dopo la prima guerra la carrucola è stata sostituita da una pompa (quelle pompe che azionano gli stantuffi per mezzo di una grande ruota).
Il pozzo doveva essere molto profondo perchè i ragazzi si divertivano a buttarci dentro i sassi per sentire, dopo qualche secondo di caduta, il tonfo che provocavano entrando in contatto con l'acqua.
Quando il pozzo ha terminato la sua funzione, con l'avvento dell' acquedotto comunale, è stato in parte riempito di pietre e cementato per fungere così da gabinetto. La pompa è stata recuperata dalla famiglia di Luigi, Giobatta e Massimo (Sachete) che hanno ceduto la ruota, che azionava gli stantuffi, a Guglielmo il padrone del mulino. Questo l'ha utilizzata come puleggia, previo modifica fatta da Antonio Candolini (Toni Pòc), per azionare un tornio per legno, mosso sempre dalla forza motrice generata dalla ruota del mulino. Il proprietario di questo mulino era una persona molto ingegnosa, oltre ad usare la forza motrice dell'acqua per macinare la farina e per muovere il tornio, aveva fatto un applicazione la quale gli permetteva di azionare una sega per tagliare legname. Un'altra applicazione all'albero di trasmissione mosso dalla ruota del mulino è stata la pietra di una grande mola che veniva urilizzata per arrotare attrezzi piuttosto grandi. Per poter esplicare questo lavoro Guglielmo aveva messo un'asse lunga sulla quale metteva l'attrezzo da arrotatre e sulla quale saliva per esercitare, col suo peso, una maggior pressione del ferro sulla mola. Questa era una mola ad acqua pertanto il proprietario indossava una tela cerata per non bagnarsi tutto e, siccome la mola era un po' ovale, era divertente, per i bambini, vedere questo signore saltare sull'asse con il ritmo scandito dal movimento di questa pietra.
Altri pozzi:
In oltre in cima al paese vi era una sorgente di acqua freschissima e durante l'estate i ragazzi venivano mandati lì con i fiaschi a prelevala. Questa sorgente si trovava sotto l'angolo della casa di Decima nei pressi della cabina dell'Enel in Palar. Mi risulta che la vena che alimentava questa sorgente si sia persa a causa del terremoto del '76.
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