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Il comune di Bordano - la storia
Bordano: il nome, l'origine:
Il nome Bordano compare per la prima volta in un documento della chiesa gradese risalente all'incirca all'anno 1000, in seguito il toponimo ricompare nel 1267. Per spiegare il significato di questo nome sono state formulate varie ipotesi: da "bordo"
(quale paese al margine del San Simeone) o dal germanico "bord" ( a significare casupole di legno).
Il nome Interneppo compare per la prima volta in alcuni documenti del 1245. Le prime ipotesi facevano derivare questo nome dal latino "inter-nemus"(in mezzo al bosco); sembra più probabile che il toponimo faccia invece riferimento al pre-romano " tar apa" cioè "roccia sull'acqua" come evidente riferimento alla posizione sul Lago.
La viabilità antica:
Anche se non è possibile determinare con esatezza la data di nascita dei paesi, si può fare riferimento all'esistenza di un'antica strada risalente al periodo romano: essa si diramava dalla via " Julia Augusta" ad Ospedaletto, ed attraversando il Tagliamento, si arrampicava sulla sella d'Interneppo e da qui proseguiva verso la Carnia. Non è improbabile che i centri abitati siano sorti a controllo di questa antica via.
Organizzazione religiosa nel periodo patriarcale e veneto:
I paesi di Bordano ed Interneppo dipendevano dalla Pieve di Santo Stefano di Cesclans. La testimonianza di carattere religioso più antica esistente sul territorio è costituita dalla chiesetta di San Simeone, inaugurata nel 1388. La chiesa di Interneppo era dedicata a San Martino (periodo longobardo). La chiesa di San Antonio di Bordano venne edificata solo nella seconda metà del 1600 grazie ad una donazione di tre nobili venzonesi.
Organizzazione amministrativa nel periodo patriarcale e veneto:
La prime notizie (risalenti al 14° sec. ), fanno figurare Interneppo quale feudo dei Signori di Colloredo Mels; dal 1506, invece i paesi vennero ceduti alla Comunità di Venzone, sembra a seguito di alcune dispute sui tracciati viari tra Tolmezzo e Venzone da una parte e Gemona dall'altra, costituendo, assieme a Pioverno le "Ville d'oltre Tagliamento" di tale città. Fino alla caduta della Repubblica veneta i due paesi, pur rimanendo alla dipendenza da Venzone, continuarono ad organizzarsi autonomamente, attraverso la nomina di amministratori che curavano gli interessi dell'intero paese e della chiesa.
Da Napoleone all'Austria all'Italia:
Con la caduta della repubblica veneta (1797), i paesi di Bordano e Interneppo seguirono le sorti degli altri centri del Gemonese. Le riforme napoleoniche abolirono le antiche forme di autogoverno. Sotto Napoleone prima e sotto l'Austria poi ( dal 1814) vennero avviate una serie di rilevazioni per accatastare il territorio che riescono ad offrirci una fotografia delle condizioni di vita dei due paesi. la situazione non migliorò di molto nemmeno con l'avvento dell'Italia nel 1866.
Condizioni di vita alla fine dell'800:
Il territorio risentì delle condizioni di isolamento determinato alla mancanza di vie di comunicazione: si poteva passare il Tagliamento solo attraverso i passi di barca di Ospedaletto e Braulins, e dalla mancanza di risorse occupazionali (solo agricoltura di sussistenza).
Verso gli ultimi decenni del 800, iniziò un vasto movimento migratorio che, in diverse ondate, privo la zona di gran parte delle forze lavorative locali.
Prima guerra mondiale:
Il territorio si trovo impegnato nelle vicende dal forte di Monte Festa, alla cui costruzione verso il 1910 contribuirono gli abitanti dei paesi attorno al lago. Nei giorni dell'offensiva austro-ungarica ( ottobre novembre 1917) il forte effettuò una resistenza di alcune giornate in maniera tale da permettere lo sganciamento dei reparti dell'esercito italiano. Successivamente, le grotte del Festa e del San Simeone ospitarono numerosi soldati italiani che fuggirono dalla prigionia nemica.
La seconda guerra mondiale:
Numerosi soldati del comune di Bordano, furono mandati a combattere e morire sui fronti di Grecia , Albania , Africa e Russia. Dopo L'8 settembre 1943 anche la zona di Bordano venne a far parte del " Litorale Adriatico" nazista: i tedeschi utilizzarono manodopera locale , riattivarono la strada del San Simeone e costruirono sulla cime del Monte " nel Plan das Baraches" e sulla "jof" alcune costruzioni con una potente stazione radio trasmittente.
Resistenza, incendio, occupazione cosacca:
Nella zona ebbe una larga diffusione il movimento della resistenza. Fu per debellare le forze partigiane, in reazione ad un ennesimo attacco, che le forze nazi-fasciste , il 21 luglio 1944, bruciarono i centri di Bordano e costrinsero i suoi abitanti alla fuga. A partire dal mese di ottobre 1944,tutto il comune di Bordano venne fatto forzatamente evacuare per cedere le abitazione alle popolazioni cosacche giunte in Friuli al servizio dei nazisti. L'occupazione cosacca si protrasse fino alla fine della guerra (aprile 1945).
Periodo del dopoguerra:
Dopo la seconda guerra mondiale, si intensificò il fenomeno dell'emigrazione, soprattutto da parte degli uomini che si recavano in Svizzera, Lussemburgo e Francia per lavorare soprattutto come muratori con contratto stagionale. Quindi facevano rientro in paese nei mesi invernali e ripartivano solitamente a marzo. Le donne rimanevano a casa per accudire i figli e gli anziani , occupandosi della campagna e del bestiame. Dopo il 1965, alcune donne iniziarono ad emigrare assieme ai mariti, prima lasciando i figli in custodia a zii e nonni, poi portandosi tutta la famiglia all'estero.
Questo fenomeno andò avanti fino al 1976, anno del terremoto, in cui, visto l'abbondanza di lavoro nei nostri paesi, molti emigranti presero la decisione di rientrare definitivamente in Italia.
Attualmente, la popolazione trova impiego nel centro industriale di Osoppo, in varie ditte della zone, e la maggior parte delle donne sono occupate presso una locale fabbrica che produce componenti elettronici, e che impiega circa un centinaio di persone, naturalmente non solo del nostro paese.
Laura Picco
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