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energia Eolica come fonte alternativa
Relazione tecnica sull'energia eolica come fonte alternativa. Considerazioni e note relative all'installazione di un aerogeneratore “LEITWIND” per la produzione di energia elettrica sito nel comune di Bordano.

Questa relazione ha lo scopo di prendere in esame gli aspetti principali che caratterizzano l'installazione di aerogeneratore per la produzione di energia elettrica; tutte le considerazioni sono state formulate dopo un attenta ricerca e soprattutto in base alle informazioni ottenute in seguito alle visite presso la ditta “LEITNER” e a Malles (in val Venosta) dove si è potuto vedere e verificare in prima persona il funzionamento del generatore in questione. Gli effetti positivi di un impianto eolico sono facilmente intuibili:
viene sfruttata una fonte rinnovabile (l'energia cinetica del vento) senza dover utilizzare combustibili quindi non provoca emissioni di gas dannosi (tra questi gas il più rilevante è l'anidride carbonica o biossido di carbonio il cui progressivo incremento potrebbe contribuire all'effetto serra e quindi causare drammatici cambiamenti climatici); anzi ogni unità di elettricità prodotta sfruttando il vento sostituisce un'unità di elettricità che sarebbe altrimenti stata prodotta mediante combustibili fossili. Non vengono emessi effluenti inquinanti di nessun genere e non vengono scaricati residui tossici nell'ambiente, inoltre gli aerogeneratori non hanno alcun tipo di impatto radioattivo o chimico, visto che i componenti usati per la loro costruzione sono materie plastiche e metalliche.

Pertanto l'energia prodotta può essere considerata altamente sicura per l'ambiente e per gli esseri umani. Altri benefici dell'eolico sono la riduzione della dipendenza dall'estero, la diversificazione delle fonti energetiche e la regionalizzazione della produzione.
Quali potrebbero essere però gli effetti negativi di un impianto eolico?


• occupazione del territorio
• impatto visivo
• rumore
• effetti elettromagnetici
• interferenze elettromagnetiche
• effetti su flora e fauna.

Qui di seguito cercheremo di approfondire meglio questi effetti negativi per non ricorrere a conclusioni affrettate e talvolta errate.

Occupazione del territorio.
L'area necessaria per la realizzazione delle fondamenta dell'aerogeneratore ha un diametro di 12 metri (circa 115 m²) che verrà successivamente interrata; in più una parte di territorio varrà utilizzata per le strade di accesso. Bisogna però tenere anche presente che la rotazione delle pale genera elettricità elettrostatica che “attira” i fulmini durante i temporali e mentre l'intera struttura risulta protetta da un eventuale scarica (conduttori elettrici interni assicurano una dispersione dell'energia nel terreno) non si può certo dire del terreno circostante che si dovrà opportunamente recintare in via cautelativa nell'area circostante per un raggio di un centinaio di metri. Per l'installazione dell' impianto eolico sono necessari in termini di tempo circa due giorni, c'è pero da tener ben presente che dovendo intervenire due gru, una di 50 tonnellate e l'altra da 500 tonnellate più altri mezzi necessari alle varie operazioni, si dovrà disporre dello spazio necessario alle manovre che è possibile stimare in circa 1000 metri quadrati.

Impatto visivo.
Gli aerogeneratori vista la loro conformazione risultano visibili in ogni contesto in cui vengono inseriti, in modo più o meno evidente in relazione alla topografia e all'antropizzazione del territorio. L'impatto visivo è un problema di percezione e integrazione complessiva nel paesaggio; comunque è possibile ridurre al minimo gli effetti visivi sgradevoli assicurando una debita distanza tra gli impianti e gli insediamenti abitativi. La maggior dimensione delle turbine può essere compensata dal fatto che queste hanno una velocità di rotazione minore delle turbine più piccole. Le grandi turbine, perciò, non attraggono l'occhio come generalmente fanno gli oggetti che si muovono velocemente. Risulta quindi che la tendenza odierna ad aumentare con­tinuamente la taglia delle macchine potrebbe ridurre, a parità di potenza globale installata, l'impatto visivo. Nel modello di generatore proposto dalle ditta LEITNER sono state adottate soluzioni costruttive tali da ridurre tale impatto come l'impiego di torri tubolari, la bassa velocità di rotazione delle pale e l'uso di colori neutri; inoltre il collegamento alla rete elettrica è sotterraneo. Non vi è dubbio, comunque, che la percezione degli aerogeneratori all'interno del pae­saggio è in gran parte un fenomeno soggettivo, influenzato in buona parte da fattori culturali che si modificano con il trascorrere del tempo. È di fondamentale importanza pen­sare che gli impianti eolici non vengono installati per abbellire il paesaggio ma per­ché sono, ad oggi, quelli che consentono di raggiungere livelli discreti di produzio­ne di energia pulita, contribuendo ad evitare impatti ben maggiori.

Rumore.
Il rumore che emette un aerogeneratore viene generato dai componenti elettromeccanici quali i macchinari alloggiati nella navicella (moltiplicatore, generatore, macchine ausiliarie) e, soprattutto, dai fenomeni aerodinamici che hanno luogo per interazione tra il vento e le pale. Se il rumore si deve principalmente all'interazione tra il vento e le pale degli aero­generatori, è anche vero che questo è in gran parte mascherato dal vento stesso. Una distanza di poche centinaia di metri dalle abitazioni è sufficiente a ridurre il disturbo sonoro. A completamento di questo argomento ricordiamo che uno dei punti di forza del prodotto sviluppato dall'azienda di Vipiteno è l'assenza del moltiplicatore di giri (essendo il sistema a presa diretta) riducendo così notevolmente il rumore prodotto dalla macchina stessa.

Effetti elettromagnetici ed interferenze elettromagnetiche.
Una macchina eolica può influenzare: le caratteristiche di propagazione delle telecomunicazioni (come qualsiasi ostacolo), la qualità del collegamento in termini di segnale-disturbo e la forma del segnale ricevuto con eventuale alterazione dell' informazione. Per evitare possibili interferenze sulle telecomunicazioni e la formazione di campi elettromagnetici basta stabilire e mantenere la distanza minima fra l'aerogeneratore e, ad esempio, stazioni terminali di ponti radio, apparati di assistenza alla navigazione aerea e televisori. Per quanto riguarda il generatore in oggetto, dopo un colloquio con l'ingegner Anselmi è emerso che per la progettazione del prototipo, attualmente in funzione a Malles, la ditta LEITNER si è avvalsa fra le altre della collaborazione dell'università “La Sapienza” di Roma che ha condotto approfonditi studi sugli effetti elettromagnetici ed interferenze elettromagnetiche arrivando alla conclusione che detta macchina non produce alcun interferenza sulle comunicazioni e non ha alcun effetto dannoso per la salute dell'uomo.

Effetti su flora e fauna.
Sulla base delle informazioni disponibili, si può affermare che le possibili interferenze di qualche rilievo degli impianti eolici con la flora e la fauna riguardano solo l'impatto dei volatili con il rotore delle macchine. In particolare, le specie più influenzate sono quelle dei rapaci; gli uccelli stazionari migratori sembrano adattarsi alla presenza di questi ostacoli; in ogni caso le collisioni sono molto contenute.
Ricordiamo che la valutazione di impatto ambientale in Friuli Venezia Giulia è disciplinata dalla L. 7 Settembre 1990 n.43.
Il regolamento d'attuazione è stato promulgato con il D.P.G.R. n.0245/Pres. Del 08 Luglio 1996.
Si ricordi inoltre che il Friuli Venezia Giulia, nonostante sia una Regione a statuto speciale , in materia di valutazione di impatto di ambientale deve rispettare i principi normativi della legislazione ordinaria statale. Ecco quindi la D.G.R. del 31 Marzo 2000 n.789 “indirizzi operativi in materia di valutazione di impatto ambientale”. Si tenga ben presente che l'energia elettrica per le famiglie, le imprese e il pubblico utilizzo è molto costosa e la sua produzione, oltre a produrre problemi di inquinamento ambientale richiede cospicui finanziamenti.
Forse si dovrà superare l'ostilità di alcune associazioni ambientaliste, ma bisogna comprendere che per certe soluzioni c'è da pagare un tributo.
Dopo le considerazioni sugli aspetti positivi e negativi che comportano la realizzazione di un impianto eolico non resta che trattare il fattore indispensabile a garantire il funzionamento di un aerogeneratore cioè il vento .
I principali elementi che influenzano in maniera significativa la quantità, in termini di velocità, e la qualità del vento, in termini di durata e costanza, sono principalmente due: la scelta del luogo ed i criteri di rilevamento del vento.

La scelta del luogo
Per produrre energia elettrica in quantità sufficiente è necessario che il luogo dove si installa l'aerogeneratore sia molto ventoso. Per determinare l'energia eolica potenzialmente sfruttabile in una data zona bisogna conoscere la conformazione del terreno e l'andamento nel tempo della direzione e della velocità del vento.

La conformazione di un terreno influenza la velocità del vento, infatti il suo valore dipende, oltre che dai parametri atmosferici, anche dalla conformazione del terreno. Più un terreno è rugoso, cioè presenta variazioni brusche di pendenza, boschi, edifici e montagne, più il vento incontrerà ostacoli che ridurranno la sua velocità. Per definire la conformazione di un terreno sono state individuate quattro classi di rugosità:

Classe di rugosità 0: suolo piatto come il mare, la spiaggia e le distese nevose.

Classe di rugosità 1: suolo aperto come terreni non coltivati con vegetazione bassa e aeroporti.

Classe di rugosità 2: aree agricole con rari edifici e pochi alberi.

Classe di rugosità 3: suolo rugoso in cui vi sono molte variazioni di pendenza del terreno, boschi e paesi.

  In generale la posizione ideale per un aerogeneratore è in un terreno appartenente ad una bassa classe di rugosità e che presenta una pendenza compresa tra i 6 e i 16 gradi. Al quarto punto della teoria di Betz, che è alla base dei calcoli per determinare la potenza fornita dal vento al rotore, si enuncia che “Il flusso eolico non deve incontrare ostacoli oltre la turbina, né sopravento né sottovento” questo per non frenare il flusso e per non creare turbolenze negative; da ciò si evince che la dislocazione di un generatore eolico nelle immediate vicinanze di edifici di notevole altezza e/o di montagne è del tutto sconveniente; inoltre in quest'ultima circostanza si rischierebbe di avere dei flussi di aria ascensionale (termiche) che lambendo i fianchi della montagna non investono le pale in maniera frontale e dunque ai fini pratici risulterebbero di scarsa efficacia. Nella scelta del luogo più idoneo si devono considerare anche la distanza del luogo identificato dal punto di allacciamento alla rete elettrica, l'accessibilità al sito, la presenza di eventuali aree protette e le possibili reazioni di ambientalisti ed ecologisti.

Criteri di rilevamento del vento
La velocità del vento è estremamente importante per la quantità di energia che un aerogeneratore può convertire in elettricità, infatti il contenuto energetico del vento varia come il cubo della sua velocità .
Tra tutte le fonti rinnovabili l'eolica è probabilmente una tra quelle che necessita del maggior impegno in termini di analisi per valutarne le possibilità di sfrutta­mento in quanto un errore del 10% nel calcolo della velocità del vento può portare ad un errore di calcolo dell'energia producibile di oltre il 30%. Oltre ad una differenza tra una zona e l'altra, la velocità del vento varia anche con l'altitudine, in generale la velocità e la costanza del vento aumentano con l'altezza ed è proprio per questi motivi che il miglior modo per effettuare le misure anemometriche consiste nel posizionare lo strumento ad un livello più prossimo a quello degli aerogeneratori, in ogni caso è inutile posizionare il rilevatore sotto i 25-30 metri. Altra condizione da evitare nell'effettuare i rilievi è quella di porre gli strumenti nelle vicinanze di strade piuttosto trafficate (soluzione questa attualmente adottata per i rilievi) dal momento che il solo passaggio di autovetture e mezzi di trasporto anche di grossa taglia come camion ad autobus influenzerebbero in modo negativo i dati appresi.

Riteniamo inoltre opportuno annotare, per tutta la durata del periodo di rilevazione, le condizioni del tempo, infatti eventi atmosferici a carattere temporalesco sono solitamente abbinati a forti raffiche di vento e comunque comportano lo spostamento di grandi masse d'aria influenzando in maniera significativa i rilevamenti; siccome questa tipologia di eventi è del tutto casuale e non prevedibile a lungo termine si denota che i dati in questione non dovranno essere ritenuti validi per il calcolo della velocità media del vento in un dato luogo. Facendo riferimento ai dati tecnici del generatore eolico LEITWIND (allegato A) si evince che questi generatori possono essere applicati in ambienti in cui sia presente un vento che abbia almeno una velocità minima di 4,5 m/s e che risulti disponibile per almeno il 25 % dell'anno. Si stima però che una ventosità media annuale superiore a 6 m/s rappresenti la soglia di convenienza tecnico-economica alla realizzazione di tali impianti. I dati di ventosità disponibili per le zone di pianura della Regione, ove sono installate 25 stazioni meteo gestite dal Centro Servizi Agrometeorologici (CSA) per il Friuli-Venezia Giulia, hanno evidenziato l'assenza di aree significative sotto il profilo tecnico­economico per l'installazione di aerogeneratori. Come risulta dall'analisi dei dati rilevati negli ultimi 8 anni (si veda la mappa del vento riportata sotto in figura), la velocità media del vento nelle zone della pianura udinese è compresa nell'intervallo di 2,1-2,9 m/s mentre in Carnia le due stazioni anemometriche hanno rivelato valori medi di 1,4 e 3,3 m/s. In tutti i casi, pertanto, la soglia di convenienza economica (6 m/s) non viene raggiunta.

 

Mappa della velocità media del vento (in m/s) a 10 m dal suolo.

 

 

Ora tenendo conto del costo dell'impianto, dell'installazione, delle fondamenta, dell'allacciamento alla rete elettrica di bassa tensione, dei costi di gestione annua, dei costi di manutenzione ordinaria annuale, delle infrastrutture da realizzare, del costo di smantellamento e smaltimento dei materiali al termine del periodo di vita dell'impianto (20 anni) è possibile stimare il costo complessivo per la realizzazione che si aggirerà intorno a 1.500.000 € (pari a circa tre miliardi di vecchie lire); ragion per cui è assolutamente necessario compiere tutte le indagini ed i rilevamenti in maniera molto precisa ed accurata per un periodo minimo di tempo della durata di 24 mesi.

  Bordano, 27 settembre 2004

il Consigliere Comunale di minoranza Enrico Picco