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Salute - leggere le analisi

Analisi
Descrizione
Albumina 
L'albumina è la più abbondante delle proteine del siero ematico. Essa rappresenta il 50-60 per cento delle proteine totali ed ha la funzione importantissima di mantenere costante il volume plasmatico attraverso la regolazione dell'equilibrio idrico, definendo gli scambi di liquidi fra il sangue ed i vari tessuti del nostro organismo. Non dobbiamo dimenticare che il corpo umano è costituito essenzialmente da acqua e potete quindi ben immaginare come variazioni patologiche del contenuto di albumina nel siero siano causa di tante malattie. Ma il significato fisiologico di questa insostituibile proteina non è limitato solo al mantenimento dell'equilibrio idrico: essa svolge un rilevante ruolo nel trasporto, attraverso la corrente sanguigna, di molecole di grande importanza funzionale poichè ha proprietà di legare, rendendole solubili nel siero, molte sostanze che altrimenti non lo sarebbero, quali gli acidi grassi, gli ormoni, molti farmaci somministrati, ecc. In ultimo, I'albumina è la principale riserva di aminoacidi (sostanze che, legate a catene, costituiscono la struttura delle proteine) contribuendo, in condizioni di emergenza, alla regolazione delle proteine più indispensabili al mantenimento delle funzioni vitali. Un aumento dell'albumina nel sangue si osserva negli stati di emoconcetrazione:
disidratazione (perdita in breve tempo di una grande quantità di liquidi organici), nei casi prolungati di vomito o di diarrea, o nei casi di ustioni estese. Una diminuizione dell'albumina si osserva in casi di diluizione del sangue come, ad esempio, nelle gravi emorragie e nelle malattie del fegato a carattere cronico, cioè duraturo nel tempo, nella cirrosi (condizione morbosa che sconvolge completamente la struttura cellulare del fegato), poichè l'albumina viene sintetizzata appunto nella cellula epatica; nell'enteropatia proteinodisperdente, affezione nella quale, a causa di un'alterata assi- milazione da parte della parete dell'intestino, vengono disperse ingenti quantità di albu- mina attraverso il sistema digerente.
Aldolasi
Enzima presente nei muscoli e nel cuore. I valori di tale enzima sono assai variabili (soprattutto in età pediatrica, ove sono più elevati di quelli dell'adulto) in funzione dello stress fisico e della temperatura.
Valori normali: 0,5-3,5 U/L
Aumento dei valori: Miopatie, distrofia muscolare, cardiopatia 
Amilasi
L'amilasi è un enzima prodotto dal pancreas e dalla parotide. Provoca la trasformazione dell'amido in un monosaccaride (glucosio).
valori normali 40-250U/l
Cosa significa un aumento dei valori dell'amilasi? Valori alti si possono riscontrare in presenza di:
infiammazione acuta del pancreas (pancreatite acuta)
infiammazione cronica del pancreas (pancreatite cronica)
infiammazione della parotide (parotide, ad esempio con gli orecchioni)
tumori
nefropatie (raramente). 
Ammoniemia 
L'ammoniaca presente nel nostro organismo deriva principalmente dal fegato in seguito al metabolismo degli aminoacidi.
Valori normali: 50-100 microgrammi/100 ml
Aumento dei valori: cirrosi epatica, malattie metaboliche, epatite. 
Azotemia 
E' il tasso della quantità di azoto presente nel sangue sotto forma di urea, creatinina, aminoacidi ed acido urico ed indica con precisione la funzionalità dei reni; riflette principalmente il contenuto di urea nel sangue che e' presente in maggiore concentrazione rispetto ad altre sostanze azotate. Sono ritenuti valori normali 10 - 50 mg/100 ml Valori diversi da quelli di riferimento indicano una imperfetta depurazione del sangue da parte dei reni. Condizioni tipiche di iperazotemia sono riscontrabili principalmente in patologie renali croniche, come la glomerulonefrite cronica, cirrosi, diabete mellito, gotta, leptospirosi, TBC renale e le pielonefriti, ma anche in patologie acute come la insufficienza renale acuta ed in casi di ostruzione del tratto urinario. In caso di azotemia alta (ed escludendo una patologia renale) si dovrebbe limitare l'apporto di proteine ed evitare l'uso di integratori proteici per evitare un inutile sovraccarico renale. Anche un pesante impegno fisico può influire (a causa del catabolismo proteico) sui valori riscontrati. Valori inferiori a quelli normali possono invece essere causati da dieta ipoproteica, da epatite acuta virale, da ipopituitarismo, da necrosi epatica e dall'uso di molti farmaci come l'aspirina, le cefalosporine, la metildopa e alcuni agenti chemioterapici.
Bilirubinemia 
La bilirubinemia e la concentrazione della bilirubina presente nel siero. Questa sostanza è il prodotto terminale del catabolismo (demolizione) dell'emoglobina, pigmento colo- rato presente nei globuli rossi. Nel sangue la bilirubina circola legata a mò di complesso all'albumina, importante proteina plasmatica prodotta dal fegato; dal sangue la bilirubina perviene alla cellula epatica dove viene coniugata ad un particolare acido detto glicuronico, dal quale viene resa piu solubile in acqua (e quindi nei liquidi organici) e meno tossica. Dalle cellule epatiche la bilirubina, così coniugata, raggiunge, con la bile, attraverso le vie biliari, l'intestino e qui viene trasformata in bilinogeno dai batteri ivi presenti e come tale eliminata nelle feci (stercobilinogeno). Una piccola parte però viene eliminata anche nell'urina (urobilinogeno). Per quanto riguarda il dosaggio della Bilirubinemia nel sangue, possiamo dire che ne vengono quantificate, attraverso opportune reazioni chimiche, due frazioni:
una diretta (cioè bilirubina coniugata con acido glicuronico), ed una indiretta , cioè libera, non coniugata. L'aumento di una delle due frazioni ha significato diverso, perché la bilirubina diretta si eleva quando ci sono lesioni delle cellule epatiche oppure ostruzione delle vie biliari, quella indiretta nelle condizioni di aumentata emolisi (distruzione acuta e cronica dei glo-buli rossi). L' iperbilirubinemia comporta uno stato clinico che si chiama ittero (coloritura giallognola delle sclere degli occhi e della pelle), ed in base alle frazioni precedentemente esaminate possiamo distinguerne diverse forme:
a) ittero da alterazione di escrezione della bilirubina da parte del fegato (epatiti virali, tossiche o dismetaboliche, cirrosi, cancro);
b) ittero da stasi di bile (ostruzioni delle vie biliari intra o extraepatiche, da calcoli, restringimenti e compressioni);
c) ittero emolitico, dovuto ad elevata distruzione di globuli rossi (anemie ereditarie, quali la thalassemia, anemie tossiche e immunologiche, incompatibilità fra sangue materno e fetale). In questo tipo di ittero aumenta principalmente o esclusivamente la frazione libera della bilirubina, detta indiretta. Si comprende bene ora, almeno spero, l'utilità delle determinazioni delle frazioni della bilirubina presenti nel siero, quale importante indice diagnostico differenziale della causa di iperbilirubinemia.
I riferimenti normali nel siero sono:
Bilirubina Totale: 0,2-1 mgr./dl
Bilirubina Diretta: 0,1-0,3 mgr./dl
Bilirubina Indiretta: 0,3-0,8 mgr./dl
Ceruloplasmina 
...
Colesterolo
E' una sostanza gialla, saponosa. E' fondamentale per la vita dell'uomo. Contribuisce a formare la membrana delle cellule, interviene nella produzione della mielina (la guaina che riveste i nervi), degli ormoni sessuali, della Vitamina D. Inoltre entra nella formazione della bile. Il nostro organismo si produce giornalmente da solo nel fegato la quantità di colesterolo che gli necessita; tutto quello che introduciamo col cibo è in più e si deposita come grasso nel fegato, nei tessuti e nelle arterie, ostruendole. Dal fegato il colesterolo viene trasportato ai tessuti da una molecola LDL (una lipoproteina). Se questo valore è elevato c'è il rischio di Aterosclerosi (formazione di depositi di colesterolo nelle arterie), di malattie cardiovascolari, di ipertensione. Il colesterolo viene invece trasportato dai tessuti al fegato da un'altra molecola HDL (colesterolo buono!). Una specie di spazzino che mantiene pulite le arterie. Se questo valore è basso aumentano i rischi di infarto e ictus. Se aumenta il colesterolo totale deve aumentare anche il colesterolo HDL. In caso di un apporto alimentare limitato di colesterolo le cellule produrranno più colesterolo endogeno e capteranno più LDL per rifornirsene dal sangue; in caso di apporto eccessivo le cellule produrranno meno colesterolo e ridurranno la captazione di LDL. Un meccanismo di questo tipo dovrebbe mantenere i livelli di colesterolo al di sotto dei 200 mg/dl. Però in presenza di disfunzioni fisiologiche, predisposizioni genetiche, errori alimentari, questa soglia a volte è abbondantemente superata. I consigli. Evitare sicuramente fumo, superalcolici, cioccolato, dolci. Ridurre l'apporto di salumi, carni grasse, ricche di grassi saturi. Sono sconsigliate tutte le carni di maiale, frattaglie, salumi, anatra, latticini particolarmente grassi, burro, strutto... in generale tutte le carni dovrebbero essere private della parte grassa visibile; sono da privilegiare le carni magre tipo: coniglio, oca e struzzo (da qualche anno allevato anche in Italia), i pesci come il merluzzo, luccio, nasello, sogliola; tra i latticini la scelta dovrebbe cadere sulla ricotta e latte e yogurt scremati. Ridurre l'apporto calorico, in quanto l'eccesso di calorie determina l'aumento dell'LDL (che deve essere basso). Le tecniche di rilassamento, antistress, l'attività sportiva stessa aumentano il tasso di HDL (che deve essere alto). Il caffè invece abbassa il valore dell'HDL. E' da rivalutare l'apporto nutrizionale ed energetico dell'uovo, soprattutto del tuorlo CRUDO e FRESCO, cioè deposto da non più di una decina di giorni. L'albume invece va sempre mangiato cotto. L'uovo contiene sì colesterolo ma associato ad altri grassi insaturi, a minerali, proteine e vitamine in grande quantità e in proporzioni ideali, che ne fanno un alimento rigeneratore di qualità impareggiabile per tutti i tessuti. Tra gli oli, da consumare crudi, sono da preferire l'olio d'oliva extravergine e gli oli di semi (mais, girasole, sesamo), tutti spremuti a freddo. Questi alimenti in virtù della loro composizione fanno aumentare la frazione degli HDL, quella cioè che trasporta il colesterolo dal sangue al fegato. I legumi se introdotti nella dieta in modo sistematico possono dare, in virtù del fatto che abbassano gli LDL, un valido contributo. É consigliata anche una drastica riduzione degli zuccheri semplici (dolci). Il fegato essendo coinvolto nella regolazione del colesterolo deve essere in buono stato di funzionalità. Dunque una corretta dieta , che limiti l'introduzione di grassi di origine animale (carni grasse, derivati del latte, ecc.), può fare molto in questo senso ed è sempre il primo provvedimento da prendere in caso di ipercolesterolemia, prima di assumere farmaci. 
Colinesterasi 
Enzima fondamentale nella valutazione della funzionalitò epatica e nella trasmissione nervosa
Aumento dei valori: Adiposità Ipertiroidismo Nefrosi Sclerosi a placche Steatosi epatica
Diminuzione dei valori: Anestesia Avvelenamenti Cirrosi Epatite Intossicazione da esteri fosforici Metastasi epatiche Mieloma Mononucleosi
valori normali: 5400-13200 UI/I 
CPK - La creatinfosfochinasi 
CPK - La creatinfosfochinasi è un enzima che interviene nel meccanismo energetico associato alla creatina; è presente nei muscoli (tipo MM), nel cuore (MB) e nel cervello (BB). Nel sangue non è rilevabile la forma BB, mentre è rilevabile quella MM (fino a 50mU/ml) e quella MB (fino a 10 mU/ml). A prescindere da altre cause (in vero facilmente escludibili perché gravi, come l'infarto o le malattie polmonari), la CPK può indicare il grado di affaticamento muscolare: quando il suo valore (che raggiunge il massimo 15 ore dopo lo sforzo) è superiore a 300 mU/ml sarebbe opportuno qualche giorno di riposo.
Creatininemia 
La creatininemia è il tasso ematico di creatinina, molecola prodotta dalla trasformazione delle proteine, ed aumenta nei casi d'insufficienza renale, cosi come abbiamo visto con l'urea. Ma rispetto all'azotemia, il valore della creatininemia è un indice molto piu specifico e preciso di lesione renale. Valori normali nell'uomo da 0,5 a 1,5 mg. per cento ml., nella donna da 0,4 a 1,2 mg. per cento ml. 
Elettroforesi
proteica 
L'Elettroforesi proteica - Controlla la ripartizione delle frazioni proteiche nel sangue. In un campo elettrico le proteine migrano a distanze differenti, formando dei raggruppamenti che possono essere espressi con una curva che presenta picchi in corrispondenza dei cinque tipi di proteine: albumina (valore di riferimento percentuale 55-70%), alfa-1-globulina (1,5-4,5%), alfa-2-globulina (5-11%), betaglobuline (6,5-12%), gammaglobuline (10-20%). Sono numerose le patologie correlate a un'alterazione dei valori: lesioni del tessuto renale, cirrosi, diabete, tumori, ustioni ecc. 
Emocromo 
L'EMOCROMO è considerato l'esame di base per tutte le indagini ematologiche, per la valutazione del numero delle cellule nel sangue. Il sangue è formato da  globuli rossi , globuli bianchi e piastrine e da una parte liquida formata da plasma e siero. Un millimetro cubo di sangue di un soggetto normale contiene circa 5 milioni di globuli rossi, 7 mila globuli bianchi e 250.000 piastrine. Tutti insieme questi elementi costituiscono il 40-45% del sangue, il restante 55-60% costituito dal plasma. I valori normali di media vanno da 4.000 a 10.000 per millimetro cubo. La carenza di globuli bianchi porta a frequenti infezioni; l'eccesso indica a volte la presenza di malattie infettive. Appare quindi molto evidente quanto il sangue, con i suoi componenti, sia per molti ammalati unico e insostituibile fattore di sopravvivenza. Un emocromo completo dunque è strutturato in tre compartimenti, che attualmente comprendono i seguenti parametri:
- conta dei globuli rossi ed ematocrito, volume cellulare medio ed ampiezza di distribuzione del volume eritrocitario, concentrazione dell'emoglobina, emoglobina corpuscolare media e concentrazione emoglobinica corpuscolare media. conta dei globuli bianchi e formula leucocitaria. Conta piastrinica e piastrinocrito, volume piastrinico medio, ampiezza di distribuzione del volume piastrinico. I suddetti parametri sono utili per stabilire se esistono anomalie a carico delle cellule del sangue.
L'unità di misura: di solito utilizzata per determinare il numero delle cellule del sangue sono il microlitro ( mL ), cioè un milionesimo di litro, oppure il litro ( L ). Se per esempio nel campione di sangue ci sono 5.000 globuli bianchi si vedrà sul referto, accanto alla sigla per i globuli bianchi: 5 x 10 3 /mL oppure 5 x 10 9 /L, che è la stessa cosa.
Valori  "normali": Poiché nessuna persona é uguale ad un'altra i valori "normali" sono semplicemente indicativi. Sta ad un medico , che ci conosce da tempo, il responso finale sul nostro stato di salute.
Alcuni termini tecnici dell'emocromo:
Hb= .  Esprime la quantità (espressa in grammi) di Hb(emoglobina) presente in un L di sangue. A volte si usa il decilitro (dL) come unità di misura. Dire che il campione esaminato contiene 15 grammi di Hb per dL o 150 grammi per L è la stessa cosa.
Ht= .  Ematocrito in italiano. Esprime la percentuale del volume del sangue che è occupato dai G lobuli R ossi. Il valore dell'ematocrito segue di pari passo quello dei GR , per cui esso è diminuito nelle anemie ed aumentato nelle poliglobulie.
MCV= ,  Volume Corpuscolare Medio. Indica il volume medio dei globuli rossi.  Se il volume diminuisce, come nelle talassemie o nell'anemia da carenza di ferro, i GR sono definiti microcitici; se aumenta (p.e. nelle anemie da carenza di vitamina B12) si avrà una macrocitosi delle emazie.
MCH= . Indica la quantità media di emoglobina in ogni globulo rosso.
MCHC= , Indica la concentrazione media di emoglobina all'interno del singolo globulo rosso.
MPV= , Volume Piastrinico Medio. Indica il volume medio delle piastrine.
PLTS= ,  Piastrine. Indica il numero di piastrine presenti nel campione esaminato. Piastrinopenia o trombocitopenia è la diminuzione delle piastrine; piastrinosi o trombocitosi indica un loro aumento.
RBC= . Globuli Rossi (GR) in italiano. L'anemia è una diminuzione dei GR (ma in alcune anemie, come le talassemie, il numero dei globuli rossi può essere aumentato), mentre un loro aumento è indicato dal termine poliglobulia o eritrocitosi. 
RDW = contaglobuli automatici.
HDW= è il grafico della distribuzione della popolazione cellulare suddivisa secondo classi di volume cellulare. Esso è molto utile per identificare cellule frammentate, agglutinate e la presenza di popolazioni dimorfiche.
WBC . =Globuli Bianchi (GB). Indica il numero di GB per mL o L di sangue. I GB sono chiamati anche leucociti. Una diminuzione del loro numero si definisce leucopenia, mentre il termine leucocitosi indica un aumento dei GB.
Ematocrito rappresenta la percentuale di volume occupata dalla componente corpuscolata rispetto al sangue in toto;esso viene espresso come rapporto (l/l)
Globuli bianchi: (o leucociti) hanno una funzione di difesa dell'organismo. Alcuni servono a distruggere le sostanze estranee penetrate nell'organismo; altri servono alla formazione di anticorpi.
Sono divisi in:
Neutrofili . Il loro compito principale è la difesa dell'organismo dalle infezioni, specie se causate da batteri. Contengono diverse proteine e sostanze chimiche in grado di danneggiare irreversibilmente le membrane dei microorganismi patogeni.
Eosinofili . La loro funzione principale è la difesa dell'organismo da alcuni tipi di parassiti. Gli eosinofili aumentano anche nelle malattie allergiche (asma bronchiale, rinite allergica, orticaria ecc.) e possono essere responsabili di alcuni sintomi caratteristici di queste malattie.
Basofili . La loro funzione non è molto ben conosciuta. Anch'essi aumentano nelle allergie: contengono istamina che, se liberata in eccesso nel sangue e nei tessuti, provoca sintomi fastidiosi (come il prurito o la comparsa di pomfi cutanei) per combattere i quali si usano spesso farmaci chiamati antiistaminici.
Linfociti . In realtà i linfociti comprendono diversi sottotipi: i principali sono i linfociti B, T, Natural Killer. Queste sottopopolazioni hanno funzioni diverse: I linfociti B producono anticorpi, molecole importanti nella difesa dell'organismo dalle infezioni; i linfociti T non producono anticorpi ma elaborano altre molecole importanti nella difesa dalle infezioni, soprattutto virali. Essi inoltre sono in grado di riconoscere in modo specifico cellule estranee e svolgono un ruolo essenziale nella difesa dell'organismo dai tumori e nel rigetto dei trapianti. Le cellule Natural Killer (NK) sono simili ai linfociti T. I diversi sottotipi di linfociti non sono riconoscibili al microscopio ottico o con i comuni contatori elettronici. Per studiarli bisogna ricorrere a metodiche sofisticate disponibili solo in laboratori specializzati.
Monociti . Sono importanti nella difesa dell'organismo da alcuni tipi di batteri, come quello che causa la tubercolosi.
Globuli rossi: (eritrociti o emazie) contengono emoglobina, una proteina che trasporta ossigeno e l'anidride carbonica, un gas che si forma nei tessuti come prodotto terminale del metabolismo cellulare. Nei polmoni avviene lo scambio fra l'ossigeno (contenuto nell'aria inspirata) che penetra nei GR e si sostituisce all'anidride carbonica che si era legata all'emoglobina nel sangue venoso: l'anidride carbonica è così eliminata nell'aria espirata, impedendone l'accumulo nel sangue. I GR si formano nel midollo emopoietico a partire da cellule immature chiamate eritroblasti. Per la loro maturazione sono necessarie numerose sostanze, principalmente ferro, vitamina B12 e acido folico, in mancanza delle quali si ha una diminuita produzione di GR e quindi un'anemia.  Sono costituiti per il 65% di acqua e per il 35% di sostanze solide (95% di emoglobina e 5% di lipidi, enzimi). La carenza di globuli rossi porta ad anemie, l'eccesso a problemi circolatori.
Il numero dei globuli rossi, di media ,va da 4,2 a 6 milioni per millimetro cubo.
Piastrine: sono i più piccoli elementi del sangue. In un millimetro cubo di trovano circa 300.000 piastrine. La loro durata media è brevissima: 3-5 giorni. La loro funzione è importante nella coagulazione del sangue. La carenza porta ad emorragie anche spontanee; l'eccesso predispone a trombosi.
Plasma: rappresenta la parte liquida del sangue. E' un liquido giallo oro composto da svariate e complesse sostanze. Si può dire che i più importanti elementi e complessi chimici vi sono presenti: minerali (calcio, sodio, potassio, ferro, rame, fosforo, ecc.) sostanze grasse, sostanze zuccherine, ma soprattutto sostanze proteiche. Le funzioni del plasma sono numerose: la sua funzione fondamentale è quella di mantenere costante il volume del sangue circolante, di cedere ai tessuti e alle cellule sostanze prevalentemente di tipo nutritivo.
E' inoltre compito del plasma di raccogliere tutte le sostanze di rifiuto derivante dal metabolismo delle cellule e di eliminarle attraverso i reni e il sudore.
Siero: utilizzato per la ricerca di anticorpi specifici di cui un ammalato ha bisogno e che possono essergli utili, sia a titolo preventivo (es. sieroterapia antitetanica) sia a titolo curativo quando la malattia infettiva si è già manifestata.
Fosfatasi
alcalina 
La fosfatasi alcalina deriva dalle ossa, dal fegato, dalle vie biliari, dall'intestino tenue e da alcune componenti de sangue. Un aumento del valore necessita perciò sempre di un'indagine più approfondita e di un'attenta comparazione con altri valori di laboratorio.
Valori normali:
Bambini fino a 15 anni fino a 300 U/1
Ragazzi da 15 a 18 anni fino a 400 U/1
Adulti sotto 170 U/I.
Cosa significa un aumento dei valori della fosfatasi alcalina ? E' possibile rilevare un aumento dei valori della fosfatasi alcalina soprattutto nelle malattie epatiche e delle vie biliari, come nelle malattie ossee. Per poter stabilire con precisione a quale organo sia da attribuire la causa, è possibile misurare particolari sottounità (isoenzimi) della fosfatasi al­calina, ottenendo così un isoenzirna epatico, un isoenzima pancreatico, un isoenzirna osseo,e dell'intestino. Dovrà essere il medico a valutare se è necessario e utile determinare questi valori, anche prendendo in considerazione altri esami di laboratorio.
IgA 
Proteine prodotte dalle plasmacellule (linfociti) con spiccata attivitò anticorpale. Sono secrete dalle ghiandole salivari e mucipare
Aumento dei valori: Cirrosi epatica IpoglobulinemiaA Diabete mellito Epatopatia cronica Mieloma
Diminuzione dei valori: Aglobulinemia A Immunosoppressione Linfomi Malassorbimento Ustioni
valori normali: 150-350 mg/100 ml
IgD 
Presente sul citoplasma dei linfociti
Aumento dei valori: Collagenopatie Epatiti croniche Infezioni croniche Plasmocitoma
Diminuzione dei valori: AIDS Immunodeficienze congenite M.di Wilson Ustioni
valori normali
0-2 mg/100 ml 
IgE 
Esplicano attivitò anticorpale. I valori massimi si hanno nelle allergie
Aumento dei valori: AIDS Allergie M.di Hodgkin Mieloma multiplo Parassitosi
Diminuzione dei valori: Agammaglobulinemia Neoplasie maligne
valori normali
0-0,2 mg/100 ml 
IgG 
Sono trasmesse in gravidanza al feto e ne determinano l'immunità neonatale per i primi mesi di vita
Aumento dei valori: Cirrosi epatica Immunosoppressione Epatopatia Infezioni croniche Ittero ostruttivo Linfoma B Mieloma multiplo Neoplasie Paraproteinemia
Diminuzione dei valori: Agammaglobulinemia Infezione acuta Insufficienza renale cronica Malassorbimento Ustioni
valori normali: 800-1600 mg/100 ml 
IgM 
Esplicano la loro attivitò sui batteri e come risposta alle vaccinazioni
Aumento dei valori: Cirrosi Collagenopatie Infezioni gravi Mieloma Alcolismo Cirrosi epatica Pancreatite Dieta Epatopatia cronica Insulinoma S.di Cushing Uso di diuretici e cortisonici Pancreatite acuta
Diminuzione dei valori: Immunodeficienze congenite Linfoma B Diabete magro giovanile postalcolica Pancreasectomia Terapia insulinica
valori normali: 60-200 mg/100 ml l 
y-GT
Gamma
Glutammil
Transpeptidasi
Da accostare al significato delle transaminasi, anche se è molto piu specifico, è quello dato dal dosaggio del y-GT ( Gamma Glutammil Transpeptidasi ), enzima contenuto soprattutto nel fegato, ma anche nel pancreas e nel rene.
L'aumento di tale enzima è specificatamente indotto da farmaci e da alcool, per cui è rivelatore di epatopatia da alcolismo e da abuso di farmaci, ma è utile anche nelle forme di stasi biliare (insieme ad un altro enzima, la Fosfatasi Alcalina) e nelle infezioni delle vie biliari.
I valori normali sono: nell'uomo 6-28 U.I./I
nella donna 4-18 U.I./I
nel neonato 10-100 U.I./I
e risultano a volte alti in caso di tumori del fegato del rene e del pancreas. 
Globuline 
Oltre all'albumina il tracciato elettroforetico (o protidogramma) mette in evidenza altre proteine estremamente eterogenee e con attività fisiologica e biochimica molto varie: le globuline. Esse si distinguono in globuline Alfa i (a1), Alfa 2 (a2), Beta (B) e Gamma (y), ciascuna delle quali svolge funzioni e attività diverse.
Le a1 -globuline sono le meno consistenti delle varie frazioni globuliniche (2/5% delle proteine). Un aumento di esse si verifica nel corso della gravidanza e durante cure con contraccettivi orali, oltre a varie condizioni morbose di origine infiammatoria o traumatica; una diminuizione di esse può essere presente in una grave condizione di compromissione polmonare, definita enfisema.
Le a2-globuline (7-12% della proteinemia) comprendono una serie di frazioni proteiche suscettibili di aumento in condizioni di malattie particolari, quali infezioni, soprattutto croniche, infarti (cessazione improvvisa dell'irrorazione sanguigna con conseguente necrosi, cioè morte del tessuto interessato), tumori, malattie diffuse del collageno (sostanza fibrosa presente in tanti organi e tessuti umani), traumi ed ustioni, diabete. Pertanto l'aumento delle a2 - globuline ha un grande significato clinico, ma necessariamente, al pari della VES, va considerato come indice non specifico di insorgenza di malattie, che andranno comunque ricercate con indagini più specifiche e dettagliate. Una diminuizione isolata delle a2 - globuline non riveste, in genere, importanza diagnostica.
Le B-globuline comprendono, fra l'altro, alcune proteine legate a grassi, chiamate lipoproteine e la transferrina, proteina direttamente coinvolta nel metabolismo (produzione, assimilazione e degradazione) del ferro presente nel sangue.
La loro percentuale oscilla tra 9 e 14 di tutte le proteine.
Le B-globuline aumentano, anche notevolmente, nel corso della gravidanza, giacché si incrementa il tasso di transferrina, ed in alcuni casi di presenza abnorme di grassi (Co-lesterolo, trigliceridi, fosfolipidi), oltre che in altre affezioni, quali diabete, ipotiroidismo, compromissioni epatobiliari (alterazioni in cui si verifica aumento della parte grassa della bile).
E veniamo adesso all'ultima, ma per questo non meno importante, delle frazioni globuliniche: le gamma.
Queste sono senz'altro le più conosciute - chi non ha mai, infatti, sentito parlare delle yglobuline?
Questa classe (il cui valore in % delle proteine totali va da 12 a 20) ha in comune la funzione anticorpale, cioè la capacità di rispondere immunologicamente a tutto ciò che può costituire un insulto al nostro organismo; vengono perciò chiamate anche immunoglobuline (lg). Il picco o curva normale delle immunoglobuline appare, nel protidogramma elettroforetico, esteso e quasi appiattito.
Gli aumenti - ipergammaglobulinemia - anche consistenti sono pertanto legati a tutte quelle condizioni che causano un'intensa risposta immunitaria specifica o aspecifica: infezioni, specialmente croniche, da batteri, da virus o da altri agenti infettanti, malattie autoimmuni (quando si formano anticorpi che reagiscono, in modo anomalo, contro alcuni componenti del proprio stesso organismo), epatopatie croniche, tumori maligni. In alcuni di questi, come il mieloma, si manifesta un'indiscriminata proliferazione di cellule immunocompetenti (cioè deputate alla formazione di anticorpi) come risposta aspecifica e non finalizzata alla difesa dell'organismo.
La diminuizione delle gamma o immunoglobuline, chiamata ipogammaglobulinemia , si nota fisiologicamente nei primi mesi di vita, durante i quali il sistema immunitario non è ancora perfettamente sviluppato (è abbastanza noto che il neonato si giova della "copertura" degli anticorpi materni). Esiste purtroppo però, anche se molto rara, una malattia congenita in cui si ha la mancanza quasi completa delle y-globuline chiamata agammaglobulinemia infantile e che costringe a tener il bimbo (colpisce quasi sempre soggetti di sesso maschile) isolato dal mondo esterno, dentro camere assolutamente sterili. In questi casi l'unica speranza terapeutica è il trapianto di midollo osseo, ove sia possibile reperire un donatore compatibile. Altre situazioni che comportano abbassamento di tali importantissime proteine sono le malattie maligne del sangue a carattere sistemico: le leucemia, i linfomi, il plasmocitoma o mieloma e, ultima soltanto in termini di rilevamento clinico-diagnostico ed in fase di espansione casistica, l'AIDS (Acquired Immune Deficiency Syndrome), l'ormai tristemente famosa sindrome da immunodeficienza acquisita. Abbiamo così esposto, molto sommariamente in verità, il significato delle frazioni di proteine presenti nel siero ematico mediante questa particolare tecnica di laboratorio chiamata elettroforesi. Gran parte delle alterazioni patologiche di queste importanti sostanze, le proteine appunto, riguardano l'organo che le produce: il fegato. Le malattie del fegato (epatopatie) presentano una rilevanza epidemiologica, cioè diffusione e frequenza, e clinica spaventosamente elevate e potete ben immaginare quali e quanti ri-svolti di natura sociale ed economica esse possono implicare.
LAP
LEUCIN
AMINO PEPTIDASI

Enzima situato nelle cellule intestinali renali epatiche
Aumento dei valori: Cirrosi Epatite acuta Infarto cardiaco Metastasi epatiche Mononucleosi Neoplasia Pancreas Pancreatite acuta
valori normali: <35 U/l 

LDH 
La Latticodeidrogenasi è un enzima presente nel miocardio, nel fegato, nei reni, nei muscoli.
Valori normali nel siero: 120-240 U/L
Aumento dei valori: miositi, miopatie, infarto, cirrosi, anemie. 
MCV 
V olume corpuscolare medio dei globuli rossi .
Aumento dei valori: Alcolismo Anemia megaloblastica Enteriti Metastasi Sferocitosi
Diminuzione dei valori: Emoglobinopatie M.diCooley Talassemia Tumori maligni
valori normali: 82-96 micron3 
Mucoproteine 
Proteine legate ai carboidrati
Aumento dei valori: Artrite reumatoide Infarto cardiaco LES M. di Crohn Neoplasie maligne Reumatismo articolare
Diminuzione dei valori:
valori normali: 0-6 mg/100 ml 
OCT 
Enzima epatico
Aumento dei valori: Alcolismo Cirrosi epatica Epatite virale acuta Epatiti croniche Infarto Neoplasia epatica Parassitosi
Diminuzione dei valori: Iperammoniemia congenita
valori normali: <20 U/l 
Proteine del sangue 
Parleremo adesso delle proteine del plasma ematico (la parte liquida del sangue) e della loro quantificazione laboratoristica.
Le proteine sono macromolecole biologiche che svolgono innumerevoli compiti, alcune volte insostituibili, negli organismi viventi.
La loro composizione è fatta di aminoacidi, molecole ancora più semplici, legati fra di loro a catena. Sono presenti in tutte le cellule e svolgono una enorme serie di funzioni vitali, come la nutrizione, la regolazione del metabolismo, la difesa organica, ecc.
La stessa definizione di proteina (dal greco protos: primo) è molto significativa nell'illustrare I'importanza funzionale di questa costanza nell'ambito del mondo vivente. A dire la verità le proteine da analizzare dovrebbero essere tantissime, ma ne vengono prese in esame normalmente cinque grandi classi, bastevoli a dare sufficienti ed attendibili indicazioni su eventuali malattie. Innanzitutto bisogna determinare la quantità delle proteine presenti nel siero in esame: la proteinemia totale, i cui valori normali sono compresi fra i 6 e gli 8 grammi per decilitro. Considerata da sola, la proteinemia totale può fornire soltanto genericamente indicazioni su eventuali stati patologici, in quanto le varie frazioni delle proteine, pur subendo singolarmente delle modificazioni, tendono a compensarci, per cercare di rispettare un certo equilibrio biologico. Avviene cosi che la proteinemia totale subisce notevoli variazioni in più o in meno in casi del tutto particolari o in gravissime malattie. Un aumento della proteinemia si può osservare, per esempio, in caso di eccessiva sudorazione (sforzi fisici prolungati, intensa attività sportiva) o disidratazione cioè perdita in breve tempo di liquidi organici, come in caso di diarrea e vomito infrenabili, di diabete scompensato, di shock o collasso acuto. Una diminuzione delle proteine totali si verifica quando si riduce I'apporto proteico, per anoressia (patologica mancanza di appetito), difetti dell'assorbimento intestinale, per mancata o difettosa sintesi proteica dovuta a carenza di vitamine e di aminoacidi, per malattie del fegato a carattere cronico, per perdita o distruzione di proteine come si verifica nell'ipertiroidismo, in alcune malattie renali, nelle ustioni estese e nelle emorragie. 
Proteina C reattiva 
La proteina C reattiva è una proteina anomala, rilevabile nel sangue solo durante la fase attiva di alcune patologie acute, in particolare la febbre reumatica. Viene sintetizzata dal fegato. È particolarmente utile nella determinazione delle infezioni acute. I suoi valori aumentano in caso di infiammazione, danno tissutale, nel morbo di Crohn, nell'artrite reumatoide, nelle infezioni, nell'infarto miocardico recente, nel carcinoma mammario, ustioni. Alcuni farmaci (antibiotici, metildopa, contraccettivi orali, acido paraminosalicilico, penicillina, fenilbutazone, diagnostica radioisotopica, streptomicina, tetracicline, ecc.) possono determinare una positività aspecifica del test.
I valori normali sono inferiori a 10 mg/ml.
Protrombina 
Il test controlla una delle vie per le quali avviene la coagulazione (via estrinseca), misurando il tempo necessario alla formazione del coagulo di fibrina, quando al plasma del paziente si aggiungono tromboplastina e calcio. E' utilizzato principalmente per il monitoraggio di terapie anticoagulanti orali e serve a valutare la presenza di disturbi di tipo emorragico.
Un tempo di protrombina più lungo del normale, se accompagnato da alterazioni di altri elementi, può indicare carenza di vitamina K, insufficienza epatica, terapia con anticoagulanti, disturbi della coagulazione (per esempio deficit congeniti del fattore V, VII o X). I suoi valori possono diminuire in caso di malattie autoimmuni (lupus, artrite reumatoide), sindrome nefrotica.
Il PT normale varia da 11 a 14 secondi; in terapia anticoagulante da 20 a 30 secondi. Un prelievo traumatico e l'eccessiva agitazione potrebbero alterare il test.
C'è però da dire che il tempo in secondi del PT esprime la percentuale di attività dell'enzima, che varia in pazienti normali dal 78% al 100% (per es. 11 sec.= 100%).
Un'altra misura dell'attività enzimatica è l'I.N.R., i cui valori normali sono compresi tra 0,90 e 1,10.
PTT 
Tempo di formazione di un coagulo
Aumento dei valori: Deficit di fattori della coagulazione Emofilia Plasmocitoma Uremia Uso di anticoagulanti
valori normali: 30-40 secondi 
Sideremia 
È la concentrazione del ferro nel sangue . Valori normali sono considerati:da 60 a 160 mcg/dl per l'uomo e da 20 a 140 mcg/dl per la donna. All'interno dell'organismo il ferro è contenuto in parte sotto forma di deposito ( ferritina ) e in parte sotto forma di ferro circolante ( sideremia ). Alla nascita l'organismo contiene una certa quantità di ferro, ceduta dalla madre soprattutto durante il terzo trimestre di gravidanza. In seguito il ferro viene assunto con gli alimenti ed assorbito dall'intestino.  Quali alimenti contengono ferro: Alimenti particolarmente ricchi in ferro sono le carni, il fegato, il pesce, frutti di mare (ostriche, cozze..), il tuorlo d'uovo, le verdure a foglia verde, come prezzemolo e spinaci, legumi, cacao, i cereali integrali, i legumi, la frutta secca. Il problema del ferro non risiede in effetti nella sua reperibilità, ma nel suo assorbimento, che è piuttosto difficoltoso. Alcune sostanze, come la vitamina C, facilitano l'assorbimento del ferro alimentare, mentre altre sostanze, come le fibre in eccesso, possono ostacolarlo. Come viene eliminato: Il ferro viene quotidianamente eliminato dalla esfoliazione continua della cute e delle mucose; a queste perdite fisiologiche si aggiunge nelle donne in età fertile la perdita dovuta al ciclo mestruale. Un'aumentata richiesta di ferro si presenta in caso di gravidanza (in cui il bisogno di ferro può salire a oltre 150 mg), di allattamento, nei periodi di crescita in cui occorre sintetizzare nuova emoglobina oltre a quella già presente nel sangue. Se aumentano i fabbisogni di ferro o se ne viene eliminato più di quanto ne viene assorbito, si esauriscono a poco a poco prima i depositi di ferro e dopo il ferro circolante. Si determina quindi in una prima fase una riduzione della ferritinemia, successivamente della sideremia, ed infine anche una riduzione della produzione delle sostanze, come l'emoglobina, di cui il ferro è parte integrante fondamentale; ne consegue una anemia da carenza di ferro.  Di fronte ad una diagnosi di anemia la dieta ricca di ferro non basta,è dunque necessario ricorrere a dei farmaci.Di solito si ricorre alla soministrazione di ferro sotto forma di sali. L'industria farmaceutica produce una grande varietà di sali, nella speranza che ve ne sia qualcuno che provochi meno irritazione gastrica. La terapia non dà risultati immediati, i primi risultati si hanno dopo 15-20 giorni di trattamento, e la somministrazione va proseguita per almeno tre mesi. 
Tas 
Rappresenta il dosaggio degli anticorpi prodotti nell'organismo nei confronti di una componente dello Streptococco, la Streptolisina O.
Valori normali:
Bambino: inferiore a 350 U
Adulto: inferiore a 200U
Valori aumentati sono suggestivi per infezione streptococcica in corso o pregressa. 
Tiroxina 
La Tiroxina (FT4) E TRI-IODOTIRONINA (FT3)
La Tiroxina . Cos'è e a cosa serve
Valori normali
(subordinati al metodo di determinazione del laboratorio)
FT4 Adulti 5-12 mg/dl
FT3 Adulti 80-180 mg/dl
Tuttavia per stabilire un corretto funzionamento della ghiandola tiroidea (vero motore del metabolismo generale) è necessario valutare l'ormone che da parte dell'IPOFISI va a stimolarla dopo che a sua volta l'IPOTALAMO abbia sollecitato l'ipofisi stessa. L'ormone ipofisario che stimola la tiroide si chiama tireotropina o TSH.
Valori normali
TSH adulti fino a 0.2 mU/ml
Nell'ipotiroidismo, cioè quando per qualsiasi causa la tiroide diviene lenta e pigra, si ha un aumento dell'ormone TSH in circolo. Stabilire il valore del TSH aiuta lo specialista endocrinologo a valutare se l'ipotiroidismo è primitivo o costituzionale oppure secondario a infezioni, processi autoimmuni etc
Anche in presenza di un gozzo è possibile rilevare valori di ormoni tiroidei normali; la causa di un ingrossamento della tiroide è spesso una carenza di iodio nell'alimentazione.
Cosa significa un aumento dei valori della tiroide?
Un aumento dei valori della tiroide indica una iperfunzione tiroidea. A questo proposito spesso si riscontrano nei soggetti colpiti i seguenti sintomi:
. agitazione, nervosismo, calo di peso, diarrea
. tremore alle mani
. vampate di calore
. tachicardia, disturbi del ritmo cardiaco.
Cosa significa una riduzione dei valori della tiroide?
Una riduzione dei valori della tiroide indica una ipofunzione tiroidea.
A questo proposito spesso si riscontrano nei soggetti colpiti i seguenti sintomi:
. aumento di peso, stipsi
. modificazioni dei capelli, gonfiore della pelle
. astenia, depressione. 
Transaminasi 
Le transaminasi sono gli enzimi catalizzatori, cioè acceleratori delle reazioni chimico-biologiche, presenti nelle cellule dell'organismo, in particolare nei muscoli e nel fegato. Per questo si distinguono due tipi di transaminasi, comunemente dette una GOT (Glutammico Ossalacetica Transaminasi) oppure AST (Aspartato Transaminasi), I'altra GPT (Glutammico Piruvica Trancaminasi) oppure ALT (Alanina Transaminasi).
I valori normali , che variano a seconda delle metodologie usate nei laboratori, si possono quantificare fra 3 e 27 U.I. (Unità Internazionali) per la GOT e fra 5 e 32 U.I. per la GPT. Un loro aumento nel plasma sanguigno (superiore al doppio del valore normale) è indice di sofferenza dell'organo dal quale provengono, così un eccecso di GOT può essere una spia di sofferenza o di lesione di tessuto muscolare (per esempio quello miocardico, cioè del cuore); in corso di infarto del miocardio può comparire aumento della GOT verso I'ottava - dodicesima ora, che raggiunge il massimo (fino a 400 circa U.l.)fra le 24 e 48 ore per poi rientrare nella norma entro una settimana.
Uno spropositato aumento della GPT denuncia un'alterazione o un dissolvimento delle cellule epatiche, dovuta per esempio a fenomeni tossici o ad infezione virale. Non devono comunque assolutamente allarmare modesti e saltuari aumenti delle transaminasi, che possono essere dovuti a strapazzi fisici o ad affaticamento e congestione del fegato, in seguito ad abuso alimentare o di sostanze tossiche (nicotina e caffeina soprattutto). Non vanno invece sottovalutate o trascurate transaminasi che costantemente si mantengono su valori elevati, anche in assenza di sintomi e di disturbi particolari, perché vi possono essere delle condizioni patologiche anche molto gravi clinicamente silenti. 
Transferrinemia 
La Transferrinemia - È la concentrazione della transferrina nel sangue (da 250 a 400 mg/dl); la transferrina è responsabile del trasporto del ferro dai depositi al sangue. Nell'anemia sideropenica (da mancanza di ferro) si eleva, rappresentando un meccanismo di compensazione della mancanza di ferro.
Uricemia 
L'uricemia è la determinazione del tasso dell'acido urico, risultato dal metabolismo delle proteine contenute in diversi alimenti (carne soprattutto, ma anche formaggio, caffè, funghi, ecc.). L'acido urico si forma nel fegato, passa nel sangue e viene filtrato dai reni.
Un aumento dei valori normali (da 3 a 7 mg. per cento ml. negli uomini, da 2 a 6 mg. per cento ml. nelle donne) può rappresentare la base per I'insorgenza della gotta, doloroso disturbo delle articolazioni dovuto al deposito degli urati di calcio (sali dell'acido urico) nelle ossa e nelle cartilagini. L'iperuricemia può comparire anche nel diabete, nell'obesità ed in diverse malattie renali che impediscono all'organismo di smaltire regolarmente I'acido urico dal plasma sanguigno. È, fra I'altro, causa della formazione di calcoli renali. 
V.D.R.L. 
La V.D.R.L. (Venereal Disease Research Laboratory) è un test sierologico per la diagnosi della sifilide, malattia infettiva contagiosa. Serve a valutare la presenza di infezione sifilitica. È importante sottolineare che il test è negativo nella sifilide primaria e negli stadi iniziali di quella secondaria. Inoltre, diverse condizioni morbose, tra cui l'epatite infettiva acuta, possono produrre una positività della VDRL. Tutti i test positivi o debolmente positivi vanno confermati mediante l'FTA-ABS. Il valore normale per la VDRL è negativo. Essa si positivizza 10-15 giorni dopo la comparsa del sifiloma iniziale, è intensamente positiva nella sifilide secondaria, fluttuante nelle fasi tardive. Si negativizza prontamente con la terapia nelle forme recenti, più lentamente nelle tardive. La V.D.R.L. conserva un valore pratico; come test routinario è sensibile ma poco specifico, quindi da solo privo di significato diagnostico, ma spia efficace di situazioni anomale, che vanno ulteriormente chiarite con altre indagini. In considerazione del tipo di antigene, va ricordato che la VDRL può dar luogo a risposte aspecifiche in molte situazioni: per alterazioni transitorie o permanenti della plasmaprotidopoiesi, per squilibri chimico-fisici, per iperproduzioni anticorpali a seguito di malattie infettive acute e croniche. La VDRL può così essere positiva (falsi positivi) nei donatori di sangue, dopo vaccinazione o sieroterapia, nelle virosi, in malattie da schizomiceti, da protozoi, nell'infezione da HIV, nella lebbra, nelle malattie autoimmuni o da immunocomplessi. 
VES
La VES rappresenta la velocità di eritrosedimentazione, cioè il tempo impiegato dai globuli rossi a sedimentare.
Valori normali:0-15
Aumento dei valori: infezioni, infiammazioni, gravidanza, anemia, ipercolesterolemia.
Diminuzione dei valori: policitemia, terapie antinfiammatorie