Di seguito l'articolo apparso ieri sul quotidiano "Il Gazzettino". Il sindaco Colomba: «Una situazione affrontata con leggerezza dalla passata giunta». Le ditte operano nel settore delle schede elettroniche. Comune costretto ad avviare una procedura di sfratto per insolvenza nei confronti della ditta Microled Srl insediatasi in area produttiva nel 1996. Succede a Bordano ed è l'epilogo di una lunga e complessa vicenda che prende avvio diversi anni fa, un percorso puntellato da trattative, tentativi, offerte e ricerca di un accordo bonario. «Alla fine, però, - dice il sindaco Gianluigi Colomba - non abbiamo potuto far altro che adire le vie legali. Questo per la leggerezza con cui è stata affrontata, in passato, la questione zona industriale. Erano tempi in cui ogni Comune voleva la sua piccola area produttiva: anche Bordano ha cercato di ottenerla indebitandosi con un mutuo a tassi elevati che, peraltro, è stato estinto solo nel 2008». Due capannoni furono affidati in locazione alla Microled Srl e alla Ektron Snc; un magazzino fu dato in affitto, invece, alla Cms, tutte aziende che operano nel campo delle schede elettroniche e che sono collegate tra loro. «Per i primi due anni il Municipio concesse un comodato gratuito, seguito poi da un canone. Nonostante la cifra da pagare fosse molto bassa (sull'ordine dei 300 euro mensili per un magazzino) per anni i canoni non furono corrisposti. Da membri di minoranza, nel 2004 presentammo un'interrogazione». La giunta di allora (Enore Picco), prese atto della situazione dando incarico all'allora Sfet (oggi Equitalia) per il recupero dei crediti. «Equitalia non ha avuto successo tanto che siamo stati costretti a ricorrere al tribunale ottenendo un primo sfratto esecutivo. Dopo alcune trattative, Microled ha versato una prima parte del dovuto: circa 25mila euro. Poi più nulla. C'è stato un nuovo tentativo di accordo, comprendente la vendita del capannone a seguito di un'asta pubblica, che è fallito. Oggi Microled ed Ektron sono debitrici di circa 50mila euro; sono soldi dei cittadini e non possiamo permettere di assumere atteggiamenti di assistenzialismo nei confronti di alcuno, a meno che non si tratti di grave stato di bisogno. Un amministratore comunale deve essere equo e corretto». Nel frattempo, la Cms ha comunicato la sua decisione di andarsene. Per Microled (con sede a Roma e quote maggioritarie in mano a cittadini di origini extracomunitarie) ed Ektron ci sono trattative con privati a Trasaghis per l'acquisto di una nuova sede e conseguente trasferimento anche del personale (40 persone, perlopiù della zona). Senza saldo per il Comune di Bordano nella cui area produttiva restano, quindi, il Gruppo Sata Energy e un'altra realtà produttiva. «Non ci si accusi di non avere a cuore i posti di lavoro: è stato un passo sofferto ma necessario per il bene di tutta la comunità». Colomba e la sua giunta incontreranno la popolazione in assemblea pubblica per chiarire ogni dubbio.
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